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martedì 27 dicembre 2011

I CONTI DEI CITTADINI E QUELLI DELLO STATO

A voi che avete la bontà di seguire questo blog mando un biglietto di auguri per le feste con allegate le parole scritte qualche giorno fa da Angelo Panebianco , editorialista del Corriere della Sera. Sono parole che rappresentano il fulcro della democrazia, ognuno di noi dovrebbe appendersele al muro della propria abitazione e rileggerle ogni giorno:
"Nel momento in cui si chiede che i conti bancari dei cittadini, e quindi le loro vite, risultino totalmente trasparenti agli occhi dello Stato, diventa lecito chiedersi se lo Stato sia poi altrettanto trasparente, nel suo operare, agli occhi dei cittadini. "
In poche parole si chiede se è giusto che lo Stato chieda di conoscere tutto lo spostamento del nostro denaro dei nostri conti correnti, da dove viene, come lo utilizziamo, ecc. e in contrapposizione che per noi cittadini sia almeno sacrosanto diritto, fondante di una democrazia , avere una rappresentante politica eletta dal popolo che controlli come vengono spesi i nostri soldi. Perchè come dicevano gli inglesi, "non può esserci tassazione senza rappresentanza", ma noi di rappresentanza del volere cittadino non ne vediamo manco l'ombra, ma di tassazione purtroppo eccome se ne vediamo.
Attualmente in Italia siamo senza la rappresentante politica dei cittadini  regolarmente eletta che controlli come vengono spesi i nostri soldi.
Cioè io devo dare i miei soldi allo Stato attraverso le tasse, senza sapere come lo Stato gli utilizza. Vi pare possibile che avvenga questo?
Oggi lo Stato vuole conoscere tutto dei nostri movimenti di denaro, ma abbiamo anche noi il diritto di conoscere come vengono utilizzati i soldi pubblici.
Oggi non c'è nessuna trasparenza, oggi succede di tutto.
Nel settore pubblico lo Stato spende, sperpera i nostri soldi cedendo ad appalti gonfiati, revisionati, maggiorati, per non dire "truccati", e noi non ne sappiamo assolutamente niente.
Non sono solo i mafiosi omertosi, in questi casi lo è anche lo Stato. Lo Stato che non ci racconta come spende i nostri soldi, che non ci spiega se ha ragione Giuseppe Bortolussi nel suo libro "Tassati e mazziati" quando dice che abbiamo una tassazione svedese per servizi da terzo mondo. Siamo in grado di giudicare se ciò che viene speso per la giustizia, per la sanità, per la pubblica istruzione, per la pubblica amministrazione, è adeguato al risultato? Come lo Stato vuole sapere cosa facciamo dei nostri soldi, noi cittadini abbiamo lo stesso identico diritto.
Ma lo Stato non è omertoso per caso, perchè sa benissimo che le rivoluzioni scoppiano proprio quando si è a conoscenza dei conti. Quando sai cosa succede e come vengono sperperati e "mangiati" i tuoi soldi. E per questo continua a stendere un velo a non farci sapere assolutamente nulla.
Ma non è accettabile che pretenda da noi la trasparenza, quando lo Stato per primo (che ha il dovere di darcela) non ce la garantisce.
Appendetevela al muro del salotto la frase di Angelo Panebianco perchè è davvero fondamentale.

E sappiate che le stesse ideologie politiche sono fuorvianti. Qui non è questione di destra o sinistra, di sopra o di sotto, la cosa fondamentale è sapere come vengono spesi i nostri soldi, su questo vanno giudicati i governi, su questo dobbiamo scegliere chi votare, auguri.










venerdì 23 dicembre 2011

RAZZISMO VERO E RAZZISMO IMMAGINARIO

C'è il razzismo vero, il razzismo immaginario, e poi c'è anche quello inesistente che comunque non può essere ipotizzato per principio.
Il razzismo vero è sicuramente quello di Firenze, un duplice omicidio che non può essere liquidato solo pensando alla follia, perchè cmq è una follia ispirata da una precisa ideologia razzista. E non c'è dubbio che il fascismo, quel fascismo che negava i matrimoni misti e che arrivò ad emanare le leggi razziali, aveva una profonda radice razzista. Il fascismo a cui si ispirava appunto l'uomo che ha ammazzato i due senegalesi a Firenze.
Dopo c'è il razzismo immaginario. Si scatena la caccia al razzismo immaginario, e l'esempio va a Verona. Dove basta una scazzottata fra compagni di scuola, al massimo riconducibile ad un atto di bullismo, con di mezzo un ragazzino cingalese, allora quello è sicuramente razzismo. Si scatena la caccia al razzismo immaginario.
Dopo c'è il razzismo inesistente, che non puoi neanche ipotizzarlo, come è accaduto a Padova. Dove due nordafricani accoltellano un ragazzino padovano. Ma li è assolutamnte vietato anche solo pensare che ci sia stato razzismo. Ed è corretto perchè effettivamente lì non c'entrava nulla il razzismo, l'avevano accoltellato per rubargli il cellulare.
Ma non c'entrava nulla anche nell'episodio di Verona.
Però vedete qual'è il paradosso: sembra che non possa esserci la proprietà trasitiva nel razzismo. Per cui se è il bianco a colpire il nero non è che si ipotizza, si parte direttamente con la certezza che sia razzismo. Se viceversa è il nero che colpisce il bianco si parte con la certezza che non è razzismo, che non può comunque esserlo. Ci sarà una proprietà transitiva o no? Dovrebbe valere no?
No. Perchè c'è una caccia al razzismo immaginario e una caccia al razzismo inesistente.

Tornando all'episodio di Verona, la cosa sconcertante è che la caccia al razzismo immaginario la promuovono gli stessi giornalisti di Verona. Per cui al primo lancio di agenzia, senza verificare nulla, già si grida al razzismo. Che razionalmente è una follia, perchè stai sputtanando la tua città, la tua gente, il tuo territorio, andrai a verificare la notizia corretta prima di lanciare un accusa così grave, no? ma perchè non si verifica nulla e si lancia subito? Semplice, perchè il meccanismo è di questo tipo: da un lato ci sono io che appartengo alla razza eletta, che sono eletto, che amo i neri. Dall'altra ci sono quelli che appartengono ad una razza reietta, gli ignoranti, i beceri, i razzisti. E allora che bello poter andare a questa contrapposizione, poter lanciare il grido c'è il razzismo! senza verificare nulla.
Allora a chi ragiona così vorrei ricordare che se parliamo dei padri storici della destra quanto della sinistra fu una bella gara fra Hitler e Stalin a chi ne ha massacrati di più di ebrei, rom, omosessuali, disabili... E' stata una gara che nel tempo breve è stata vinta sicuramente da Hitler, ma nel tempo lungo nella durata della sua dittatura l'ha vinta sicuramente Stalin.
Allora non illudiamoci, quando c'è il razzismo, e purtroppo c'è, è trasversale. Appartiene tanto all'ideologia di destra, tanto a quella di sinistra. E allora andiamoci calmi con questi fantasmi a caccia del razzismo immaginario, illudendoci di poterlo attribuire tranquillamente agli altri e di esserne noi esenti..

giovedì 22 dicembre 2011

RIBALTONE POLITICO CON IL CONSENSO DEI RIBALTATI

L'affermazione di questi giorni del Presidente della Repubblica Napolitano che la democrazia non è sospesa, che tutto ciò che ha fatto è stato fatto nel rispetto della Costituzione, è un affermazione un po' sospetta. Sa un po' di confessione che qualche anomalia è stata realmente introdotta...
Non che tale questione appasioni troppo le famiglie e i cittadini che sono semmai preoccupati per un altra sospensione, non tanto quella democratica, quanto alla sospensione del loro reddito. Sospensione di un nostro tenore di vita che non sappiamo fino a che punto potrà essere quello a cui eravamo abituati.
Se comunque vogliamo avere come dire il gusto di fare un pò di politichese, è certo che qualcosa di strano è avvenuto, perchè diciamocelo: si poteva andare a elezioni.
Il Presidente della Repubblica avrebbe potuto usare la sua persusione morale per accorciare i tempi, per dire "ragazzi si fa tutto in un mese", in televisione e sui giornali si sarebbero spiegati i programmi dei partiti, poi elezioni, et voilà un nuovo Governo con la piena legittimità democratica.

Però bisognava che i partiti avessero avuto coraggio, non che fossero così paurosi da preferire nascondersi dietro al governo tecnico per non dover pagare il conto elettorale delle misure certamente impopolari che bisognava assumere per far fronte alla crisi. Questo è il punto vero.
Allora qualcosa di anomalo è successo, ma è successo con il consenso dei partiti e del Parlamento.
Il paradosso è quello del nostro titolo, "Ribaltone politico con il consenso dei ribaltati", perchè quello che è sato fatto è un ribaltone sì, ma con il consenso dei ribaltati cioè coloro che avevano vinto le elezioni del 2008.
Profonda differenza rispetto ad esempio agli interventi dell'allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, quando fece un vero ribaltone sciogliendo prima le Camere con il Parlamento che non era d'accordo, e poi quando impose il governo Dini al primo governo Berlusconi che era stato scelto eletto democraticamente dai cittadini.
Quello fu un vero ribaltone imposto senza il consenso dall'allora Presidente della Consiglio.
Invece ciò che ha fatto in questi tempi Napolitano ha il consenso dei ribaltati, nel senso che il Pdl e Berlusconi votano il Governo Monti, cioè accettano la soluzione di Napolitano. Ha senso che questa venga accettata e  votata da quella che era l'opposizione (PD IDV). Ma che i ribaltati stessi, ovvero quelli che hanno perso tutto, Presidenza del Consiglio, Ministeri, potere, accettino questa soluzione di essere appunto  ribaltati minimo è un pò comico. Potremmo definirlo sarcasticamente un "ribaltone democratico"!
Ma tornando a quanto detto sopra, la vera preoccupazione oggi di milioni di cittadini non è tanto per la sospensione della democrazia (tema senz'altro serio ed importante), quanto alla sospensione dei redditi e del tenore di vita. Perchè diciamocelo, finora si è parlato della crisi, abbiamo fatto mille chiacchiere e considerazioni, ma il tenore di vita dei milioni di italiani a stipendio pubblico o privato non è mutato finora di molto. Ok, sono stati persi posti di lavoro, ma per milioni e milioni di persone si vive esattamente come prima. C'è finora solo la prospettiva (che momentaneamente rimane tale) di tornare a pagare l'Ici, di dover pagare un pò più tasse, di dover andare in pensione un pò più tardi, ma tutte cose delle quali si è solo parlato. Dobbiamo ancora viverle e provarle sulla nostra pelle. Questi sono i pericolo e i timori reali.
Credo che capiremo qualcosa di molto più concreto dopo Natale, passate le feste, solo allora capiremo meglio se e quanto pesante sarà la sospensione dei nostri redditi e di conseguenza del nostro tenore di vita. Questo è il punto vero, speriamo che non sarà troppo drammatico...

martedì 20 dicembre 2011

TUTTE TASSE PAGATE PER NIENTE

La notizia drammatica emersa negli ultimi giorni è che l'Italia è in piena recessione.
Il prossimo anno il Pil calerà dell'1,6%, saranno perduti 800.000 posti di lavoro, la pressione fiscale arriverà oltre il 50% precisamente al 54%. Dovrebbe quindi finalmente essere chiaro il risultato certo di tutte queste nuove tasse che siamo chiamati a pagare: servono ad andare in recessione!
Perchè evidentemente le persone hanno meno soldi da spendere, calano i consumi, e di conseguenza non si può fare altro che ridurre i posti di lavoro. A questo serve pagare le tasse?
Dobbiamo porci la questione fondamentale, che è quella di chiederci a cosa serve pagare le tasse,  che è importante tanto quanto l'altra domanda legittima, che sia un pagamento equo delle tasse?
Si è discusso tanto di questo, ed è comprensibile, perchè non c'è dubbio che chi ha di più deve anche dare di più. Anche se non bisogna arrivare a perseguitare il ricco, perchè il ricco come dice il nome, è una ricchezza (se onesto) per il Paese e se ad un certo punto lo perseguiti questo se ne va via e restiamo tutti in braghe di tela. Ad ogni modo è giusto dire di far pagare in quota maggiore chi effettivamente ha di più, chi ha la barca, chi ha l'auto di lusso, chi ha i soldi investiti in azioni ecc..
Ma qui siamo arrivati a far pagare di più tutti quanti, perchè si parlava addirittura di aumentare il prezzo delle sigarette, adesso pare che l'aumento coivolga solo il tabacco trinciato, ma isomma siamo sempre alla riedizione della "tassa sul macinato" di una volta, cioè a colpire i consumi di tutti i cittadini e prevalentemente la povera gente perchè oggi lo sappiamo che le sigarette e il tabacco sono un bene di consumo soprattutto per il ceto medio-povero, i benestanti si fanno quasi più di coca che di tabacco...
Anche lo stesso aumento dei carburanti chi va a colpire? soprattutto le fasce più basse della popolazione, quelle che faticano ad arrivare alla fine del mese e si vedranno aumentare le spese per andare al lavoro, che poi si sa quando aumenta la benzina di riflesso poi aumenta tutto.
Quindi è giusto domandarsi che ci sia equità nelle tasse, ma eque o inique che siano, il dramma è che queste non servono a nulla. Servono solo a farci andare in recessione, servono non a salvare l'Italia ma a prolungare di qualche mese la sua agonia, servono a raccogliere un gruzzolo per riuscire a pagare forse qualche altro mese gli stipendi pubblici. Questo è il punto.
Mario Monti, attuale Presidente del Consiglio
Tant'è che il governo Berlusconi aveva fatto due manovre, il governo Monti ha già fatto una manovra, tutti danno per scontato che ben che vada per marzo Monti ne farà una seconda, e a cosa servono? a nulla, al limite a "rattoppare" temporaneamente.
A nulla serve anche essere un grande "accademico bocconiano" affermato come Monti se poi per risolvere i problemi "apri sempre più i rubinetti" per garantire un maggior gettito di denaro, una soluzione che anche un bambino delle elementari utilizzerebbe se avesse i mezzi. Ma un economista della Bocconi non dovrebbe imparare come si fa a chiudere le falle?!
E' troppo facile, troppo semplice risolvere i problemi aumentando le tasse, chiunque ne sarebbe capace. E l'effetto di ciò è deleterio, l'effetto è contrario alla crescita... siamo sicuri che non vi siano altre soluzioni?

L'unica cosa di cui siamo sicuri è che bisognerebbe tagliare drasticamente gli sprechi, i privilegi delle caste, la corruzione dilagante, tutti problemi che affliggono la nostra società. Troppo semplice aumentare le tasse, che poi non portano a niente, solo appunto alla recessione.

lunedì 19 dicembre 2011

PERCHE' SIAMO IN CRISI - in breve

Tagli, aumenti di tasse, licenziamenti e privatizzazioni dei servizi pubblici sono ormai la quotidianità nella nostra realtà di tutti i giorni.
Ma perchè siamo arrivati a questo punto? Quasi nessuno risponde a questa domanda, ed ecco ciò che viene taciuto dal panorama informativo nazionale e che rappresenta il vero problema dei nostri tempi.
E' fondamentale sapere che l'Italia, assieme agli altri Paesi che hanno aderito all'Euro, ha perso la propria sovranità monetaria ovvero non ha più la possibilità di emettere la propria moneta, in quanto la BCE, la Banca Centrale Europea, è l'unica banca centrale al mondo che emette denaro per prestarlo unicamente ai grandi investitori internazionali come le grandi e potenti banche private. Ed è proprio da queste banche che i Paesi dell'Eurozona come il nostro devono prendere il prestito del denaro per finanziare i servizi pubblici. Soldi che vanno poi restituiti con gli interessi che oggi si aggirano attorno al 6% , rappresentato dal tasso di rendimento dei titoli di Stato come Btp e Bot.
Facendo un esempio: se per ogni 100 euro di soldi presi in prestito lo Stato deve restituirne 106 euro, quei 6 euro in più li deve semplicemente prendere dalle tasche degli italiani, aumentando le tasse e tagliando i servizi per la collettività.
Esattamente ciò che sta avvenendo in questi giorni, e quello che avverrà nei prossimi anni, se non ci sarà un ritorno ad una moneta sovrana come era la Lira.
Infatti, gli Stati a moneta sovrana non hanno il problema di debito pubblico proprio per i motivi sopra esposti.
Il Giappone per esempio ha il debito pubblico più alto del mondo, all'incirca il doppio di quello dell'Italia, ma non è uno Stato a rischio fallimento e l'inflazione è solo dello 0,4%.
Altro caso l'Argentina che fino alla crisi del 2001 non aveva sovranità monetaria perchè la moneta nazionale, il Peso Argentino, era scambiata in rapporto fisso 1:1 con il dollaro americano; dopo la crisi il governo di Buenos Aires decise di riappropiarsi della sovranità monetaria sganciando la propria moneta dal dollaro. Oggi il Paese sudamericano sta crescendo da una decina di anni alla media del +9% del PIL.

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domenica 18 dicembre 2011

TUTTI RAZZISTI O NESSUNO

Gianluca Misseri l'assassino dei due senegalesi
L'assassinio dei due senegalesi a Firenze ha ridato evidenza a tante discussioni e polemiche sul razzismo sull'istigazione al razzismo.

Generalizzazione al razzismo. L'esempio tipico è quando gli operatori dell'informazione di fronte ad un atto illegale, di fronte ad un furto, di fronte ad uno stupro dicono: "spacciatore tunisino" oppure "stupratore rom" oppure "bandito rumeno" facendo intedere che non c'è più una responsabilità individuale di chi commette la singola illegalità, ma che c'è invece una responabilità collettiva etnica, quasi fosse che tutti i tunisini spacciano, tutti i rom stuprano, tutti i rumeni rubano. Questo è l'esempio di generalizzazione razzista.
Ma attenzione quando i senegalesi a Firenze sia pure comprensibilmente di fronte all'assassinio dei loro connazionali reagiscano e gridano "italiani razzisti", fanno la stessa generalizzazione. Cioè non puntano il dito sull'assassino, su Gianluca Casseri, ma sostengono che tutti i fiorentini o che tutti gli italiani sono razzisti. E' la stessa generalizzazione.
Ma aggiungo un passaggio ulteriore, quando ci fu il famoso caso Marsiglia a Verona non è che Michele Santoro disse sono razzisti i presunti (e poi inesistenti) aggressori di Marsiglia, il senso dei servizi fatti allora portava a concludere che tutti i veronesi erano razzisti perchè avevano discriminato il povero insegnante ebreo Marsiglia. Queste sono le generalizzazioni razziste che però vengono fatte a 360 gradi. Per non parlare dei paradossi a Padova, venne aggredito e sprangato in testa da alcuni giovani dei centri sociali un esponente Vittorio Aliprandi di centro-destra perchè accusato di essere xenofobo, e siccome tale lo si spranga, ditemi voi chi sono i veri xenofobi o razzisti. Dopodichè correttamente come ha detto il sindaco di Firenze Renzi non puoi chiedere che venga chiusa CasaPound, o a Padova tutti i centri sociali, perchè la responabilità è individuale, vanno perseguiti i responabili delle aggressioni.
Soprattutto il vero approccio razzista è di chi è convinto che da un lato esistano le anime belle, gli ariani quelli che sono immuni dal razzismo, e dall'altro lato i neri quelli che sono razzisti per natura e per cromosomi. Questa è una follia questo è il vero razzismo.
Il razzismo come insegna la psicoanalisi, è presente nell'animo di ciascuno di noi, è un istinto profondo di tutti quanti la paura del diverso. Lo si controlla con la civiltà, con il buon governo, con situazioni concrete. Certamente se una persona abita in un attico al  quartiere Parioli di Roma è mille volte più improbabile che abbia una reazione incontrollata e razzista, che non se la stessa abitasse in un condominio nelle periferie delle nostre città dove la sua famiglia è rimasta l'unica italiana in mezzo ad altre quaranta di etnie e paesi differenti.
corteo senegalesi a Firenze dopo la sparatoria
E' la condizione che fa esplodere la reazione razzista e quindi molto dipende da come governi questo fenomeno epocale. Se i cittadini si sentono insicuri nelle città, se lasci delle sacche di illegalità com'era anche questo mercato di vucumprà nel mercato di senegalesi al quartiere San Lorenzo di Firenze dove sembra che le regole siano off-limits, è molto più probabile che si innsechi una reazione razzista.
Quindi attenzione qui siamo tutti razzisti o nessuno razzista (a prescindere dai pazzi che sono un altra categoria) a seconda evidentemente del modo in cui tu governi e affronti questo problema. Si dice che la Lega cavalca le spinte xenofobe, sarà anche così ma dipende da che praterie lasci.
Se sai governare il fenomeno dell'immigrazione le praterie si restringono, se governi da cani come abbiam fatto noi in Italia queste praterie diventano sconfinate. Ma l'unico vero profondo dicorso razzista è pensare che ci siano le anime belle immuni e le anime nere razziste. Non è così.