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domenica 21 dicembre 2014

COME VENDERE UNA PELLICCIA USATA



Ti sei mai chiesto/a "come posso vendere quella vecchia pelliccia usata della mamma?"


1- A mio parere il metodo più sicuro e chiaro è rivolgersi ad una pellicceria specializzata. Affidarsi a quella categoria di esperti nel settore ci darà la giusta valutazione del capo usato e l'immediatezza. Molte pelliccerie infatti offrono questo servizio dando una reale valutazione economica del vostro capo usato. Esse fanno ciò valutando con la giusta competenza lo stato generale, l'usura e la morbidezza del manto della vostra pelliccia usata. Io conosco una storica pellicceria in Veneto a Padova che offre questo tipo di soluzione: si chiama Pellicceria Schiavon  ed io mi sono trovata benissimo quando mi sono liberata della grande pelliccia vecchia della mamma. http://www.pellicceriaschiavon.it/servizirientro.html Il vero vantaggio sarà che andando di persona avremo l'immediatezza e la sicurezza per guadagnare su un capo che rimarrebbe altrimenti ad occupare spazio prezioso in armadio! 

E comunque anche chiedere solo informazioni non costerà nulla!




2- Un altro metodo possibile è venderla on-line tramite annuncio su qualche piattaforma on-line annunci. Qui le opzioni sono tante Google annunci, Subito.it, Bakeka, ecc… 
Solitamente si pubblica l'annuncio on-line di durata temporanea registrando la propria e-mail e si aspetta che qualcuno si faccia vivo alla nostra casella di posta. 
La concorrenza è molta e spesso non si fa vivo nessuno. Qualora si facesse vivo qualcuno bisognerà stare attenti con chi si ha a che fare e si deciderà il metodo di interscambio/pagamento. 

Prestate attenzione agli scambi a mano o alle truffe sui metodi di pagamento.

sabato 21 gennaio 2012

MEGAUPLOAD CHIUSO. ANONYMUS DICHIARA GUERRA ALLA CENSURA DEL WEB DA PARTE DEI GOVERNI.

Dopo la chiusura del più famoso sito web di streaming video da parte dell'FBI, si alza la protesta nel web. Tutto il mondo digitale si contrappone alla legge Stop Online Piracy Act (SOPA) in discussione al Congresso degli Stati Uniti. Come al solito – è già successo altrove – con il pretesto di combattere i download illegali, si vuole ingabbiare la rete in lacci e lacciuoli liberticidi. Tra i più strenui oppositori del SOPA ci sono:
Google, Yahoo!, Facebook, Twitter, AOL, LinkedIn, eBay, la Mozilla Foundation, la Wikimedia Foundation, e varie organizzazioni per i diritti umani come Reporter Senza Frontiere, l’Electronic Frontier Foundation, l’American Civil Liberties Union, e Human Rights Watch.

 Ecco qui il comunicato ufficiale pubblicato da Anonymus che dichiara guerra agli oppressori del web in particolare il governo degli Stati Uniti:

"Questo è un urgente richiamo d'allerta per tutte le persone degli Stati Uniti. Il giorno che tutti noi stavamo aspettando è purtroppo giunto. Gli Stati Uniti stanno censurando Internet. La nostra evidente risposta è che non rimarremo seduti mentre ci vengono portati via i nostri diritti da un governo al quale affidiamo la loro stessa tutela. Questa non è una chiamata allearmi, ma un richiamo a conoscere e ad agire! Il Governo degli Stati Uniti ha superato ogni limite dandoci un falso senso di libertà. Pensiamo di essere liberi e di poter fare quello che vogliamo, ma in realtà siamo molto limitati e abbiamo un grosso numero di restrizioni per quello che possiamo fare, per quello che possiamo pensare, e anche per come veniamo educati. Siamo stati talmente distratti da questo miraggio di libertà, che siamo diventati esattamente cosa cercavamo di evitare. Per troppo tempo, siamo rimasti fermi quando i nostri fratelli e sorelle venivano arrestati. Per tutto questo tempo, il governo ha ordito intrighi, tramando modi per incrementare la censura attraverso il blocco degli ISP, il blocco dei DNS, la censura dei motori di ricerca, dei siti, e una varietà di altri metodi che direttamente si oppongono ai valori e alle idee che condividono sia Anonymous, ovviamente, che gli stessi padri fondatori di questo paese, che credevano nella libertà di parola e di stampa. Gli Stati Uniti sono spesso stati indicati come esempio ideale di paese libero. Quando la stessa nazione che è conosciuta per la sua libertà e i suoi diritti inizia ad abusare delle sue proprie persone, allora bisogna iniziare a combattere, perché gli altri la seguiranno presto. Non pensiate che perché non siete cittadini americani, questa storia non vi riguardi. Non potete rimanere ad aspettare che la vostra nazione faccia lo stesso. Dovete fermare tutto questo prima che cresca, prima che venga riconosciuto come accettabile. Dovete distruggerlo dalle fondamente, prima che diventi troppo potente. Possibile che il governo americano non abbia imparato dal passato? Non ha visto le rivoluzioni del 2011? Non ha notato che ci siamo opposti ogni qualvolta ci siamo imbattuti in tutto ciò e che continueremo a farlo? Ovviamente il governo statunitense pensa di essere esente. Questo non è solamente un richiamo collettivo di Anonymous a darci da fare. Cosa può mai risolvere un attacco DDoS? Che cosa può essere attaccare un sito rispetto i poteri corrotti del governo? No. Questo è un richiamo per una protesta di grandezza mondiale sia su internet che nella vita reale contro il potere. Diffondete questo messaggio ovunque. Non possiamo tollerare quello che sta succedendo. Ditelo ai vostri genitori, ai vostri vicini, ai vostri colleghi di lavoro, ai vostri insegnati e a tutti coloro con i quali venite in contatto.Tutto quello che stanno facendo riguarda chiunque desideri la libertà di navigare in forma anonima, parlare liberamente senza paura di ritorsioni, o protestare senza la paura di essere arrestati. Andate su ogni rete IRC, su tutti i social network, in ogni community on-line e dite a tutti l'atrocità che sta per essere commessa. Se protestare non sarà abbastanza, gli Stati Uniti dovranno vedere che siamo davvero una legione e noi dovremo unirci come una sola forza opponendoci a questo tentativo di censurare Internet ancora una volta, e nel frattempo scoraggiare tutti gli altri governi dal tentare ancora. Noi siamo Anonymous. Noi siamo una legione. Non perdoniamo la censura. Non dimentichiamo la negazione dei nostri diritti come esseri umani liberi. Questo è per il governo degli Stati Uniti. Dovevate aspettarvi la nostra reazione". 

Non ci avrete mai come volete voi.

lunedì 16 gennaio 2012

LA STORIA DELL'ELETTRONICA

Annie Leonard(doppiata in italiano) ci spiega come funziona il mercato dell'elettronica, le leggi che determinano i reali costi ambientali e sociali sottaciuti dalla grandi aziende e cosa possiamo fare per invertire questa tendenza verso un mondo più responsabile e sostenibile.

lunedì 9 gennaio 2012

PER PAGARE LE TASSE LAVOREREMO 7 giorni in più

Effetto della stangata-Monti: quest'anno dovremo lavorare una settimana in più dell'anno scorso e il giorno della liberazione arriverà il 20 giugno.
Un’altra lunga settimana di lavoro. Da dedicare, ahimè, interamente al Fisco. E sì, quest’anno dovremo faticare sette giorni in più rispetto al 2011 per pagare tasse e contributi. Colpa delle manovre — estive ed invernali, non fa molta differenza — richieste dall’Unione Europea per cercare di tamponare il nostro deficit. E, soprattutto, la crisi dei debiti sovrani.
Secondo i calcoli del Corriere Economia, per effetto delle manovre di Monti, un impiegato con moglie e figlio a carico e un reddito di 47.216 euro lordi dovrà lavorare fino al 19 giugno per pagare le tasse e i contributi. Solo dal 20 giugno lavorerà per sé e per la sua famiglia, sarà il Tax Freedom day, giorno della liberazione fiscale. Va anche male anche all'operaio con un reddito di 23mila euro che potrà festeggiare il giorno della liberazione il 14 maggio mentre l'anno scorso poteva farlo tre giorni prima, l'11 maggio.
Ma che cosa ha fatto spostare in avanti di così tanto il Tax Freedom Day? Soprattutto l’Imu che vale da sola tre giorni di lavoro. Poi l’aumento dell’Iva, che nel 2012 dovrebbe rincarare ancora al 23%. Forte aumento anche per le accise sui carburanti. E poi, come ogni anno, si fanno sentire i morsi dell’accoppiata tasse-inflazione: salgono i redditi, ma l’Irpef con le sue aliquote progressive sale più velocemente. Un mostro che divora il reddito. E che nessuno prova a combattere. Pensando piuttosto a circondarlo di altri mostriciattoli.

domenica 8 gennaio 2012

ELOGIO DELLA BICICLETTA

Viaggiare in bicicletta può effettivamente apparire un controsenso, un gesto anacronistico, che appartiene a un'epoca passata, romantica ma povera.
Oggi ci sono mezzi di trasporto più veloci, più sicuri, più pratici, più comodi, più affascinanti, più alla moda.
E allora perchè la bicicletta?
E' una questione di tempo di filosofia della vita, di approccio con il mondo, di rapporto con se stessi e la natura.
Muoversi in bicicletta infatti ti proietta in una terza dimensione dove le principali coordinate del viaggio, tempo e velocità, perdono valore e vengono piegate e costrette attorno alla figura del soggetto, che diventa attore principale dello spazio intorno a sé. E la realtà, improvvisamente trasfigura, assume connotati diversi: si possono cogliere aspetti e piaceri che in un transito veloce e superficiale sfuggono per forza di cose.
Il valore aggiunto della bici è la sua velocità, o meglio la sua lentezza . Muoversi lentamente in un epoca frenetica come la nostra è una scelta di vita, mentre fino a un decennio fa costituiva una forzata necessità. Adesso chi decide di procedere ad andature ridotte lo fa per apprezzare  i gusti della vita, per capire gli odori del mondo. Il ciclista (come il camminatore) non mette in funzione solo la vista, bensì tutti e cinque i sensi, che vengono continuamente sollecitati da innumerevoli stimoli, cosa che non avviene a bordo di automezzi.
In bicicletta la percezione della realtà cambia straordinariamente, e tutto ciò che in auto appare banale sui pedali acquista fondamento.
Ciclisti e camminatori si affidano entrambi all'innoquo e silenzioso motore delle proprie forze, si abbandonano al ritmo scandito da loro stessi e grazie a questo ritmo vengono a contatto con un mondo rinnovato, diverso, in cui la frenesia non ha accesso e la lentezza diventa una lente di ingrandimento mper osservare fuori e scoprire dentro.
Questo processo è fondamentale. Per il ciclista viaggiare è un modo per conoscere e conoscersi, la bicicletta è uno strumento per muoversi nel mondo reale ma contemporaneamente anche nella propria cartografia intima, nella geografia dei propri sentimenti.





Tratto da "Salam-shalom. Da Venezia a Gerusalemme in bicicletta" di Alberto Fiorin

martedì 27 dicembre 2011

I CONTI DEI CITTADINI E QUELLI DELLO STATO

A voi che avete la bontà di seguire questo blog mando un biglietto di auguri per le feste con allegate le parole scritte qualche giorno fa da Angelo Panebianco , editorialista del Corriere della Sera. Sono parole che rappresentano il fulcro della democrazia, ognuno di noi dovrebbe appendersele al muro della propria abitazione e rileggerle ogni giorno:
"Nel momento in cui si chiede che i conti bancari dei cittadini, e quindi le loro vite, risultino totalmente trasparenti agli occhi dello Stato, diventa lecito chiedersi se lo Stato sia poi altrettanto trasparente, nel suo operare, agli occhi dei cittadini. "
In poche parole si chiede se è giusto che lo Stato chieda di conoscere tutto lo spostamento del nostro denaro dei nostri conti correnti, da dove viene, come lo utilizziamo, ecc. e in contrapposizione che per noi cittadini sia almeno sacrosanto diritto, fondante di una democrazia , avere una rappresentante politica eletta dal popolo che controlli come vengono spesi i nostri soldi. Perchè come dicevano gli inglesi, "non può esserci tassazione senza rappresentanza", ma noi di rappresentanza del volere cittadino non ne vediamo manco l'ombra, ma di tassazione purtroppo eccome se ne vediamo.
Attualmente in Italia siamo senza la rappresentante politica dei cittadini  regolarmente eletta che controlli come vengono spesi i nostri soldi.
Cioè io devo dare i miei soldi allo Stato attraverso le tasse, senza sapere come lo Stato gli utilizza. Vi pare possibile che avvenga questo?
Oggi lo Stato vuole conoscere tutto dei nostri movimenti di denaro, ma abbiamo anche noi il diritto di conoscere come vengono utilizzati i soldi pubblici.
Oggi non c'è nessuna trasparenza, oggi succede di tutto.
Nel settore pubblico lo Stato spende, sperpera i nostri soldi cedendo ad appalti gonfiati, revisionati, maggiorati, per non dire "truccati", e noi non ne sappiamo assolutamente niente.
Non sono solo i mafiosi omertosi, in questi casi lo è anche lo Stato. Lo Stato che non ci racconta come spende i nostri soldi, che non ci spiega se ha ragione Giuseppe Bortolussi nel suo libro "Tassati e mazziati" quando dice che abbiamo una tassazione svedese per servizi da terzo mondo. Siamo in grado di giudicare se ciò che viene speso per la giustizia, per la sanità, per la pubblica istruzione, per la pubblica amministrazione, è adeguato al risultato? Come lo Stato vuole sapere cosa facciamo dei nostri soldi, noi cittadini abbiamo lo stesso identico diritto.
Ma lo Stato non è omertoso per caso, perchè sa benissimo che le rivoluzioni scoppiano proprio quando si è a conoscenza dei conti. Quando sai cosa succede e come vengono sperperati e "mangiati" i tuoi soldi. E per questo continua a stendere un velo a non farci sapere assolutamente nulla.
Ma non è accettabile che pretenda da noi la trasparenza, quando lo Stato per primo (che ha il dovere di darcela) non ce la garantisce.
Appendetevela al muro del salotto la frase di Angelo Panebianco perchè è davvero fondamentale.

E sappiate che le stesse ideologie politiche sono fuorvianti. Qui non è questione di destra o sinistra, di sopra o di sotto, la cosa fondamentale è sapere come vengono spesi i nostri soldi, su questo vanno giudicati i governi, su questo dobbiamo scegliere chi votare, auguri.