Post più popolari

giovedì 22 dicembre 2011

RIBALTONE POLITICO CON IL CONSENSO DEI RIBALTATI

L'affermazione di questi giorni del Presidente della Repubblica Napolitano che la democrazia non è sospesa, che tutto ciò che ha fatto è stato fatto nel rispetto della Costituzione, è un affermazione un po' sospetta. Sa un po' di confessione che qualche anomalia è stata realmente introdotta...
Non che tale questione appasioni troppo le famiglie e i cittadini che sono semmai preoccupati per un altra sospensione, non tanto quella democratica, quanto alla sospensione del loro reddito. Sospensione di un nostro tenore di vita che non sappiamo fino a che punto potrà essere quello a cui eravamo abituati.
Se comunque vogliamo avere come dire il gusto di fare un pò di politichese, è certo che qualcosa di strano è avvenuto, perchè diciamocelo: si poteva andare a elezioni.
Il Presidente della Repubblica avrebbe potuto usare la sua persusione morale per accorciare i tempi, per dire "ragazzi si fa tutto in un mese", in televisione e sui giornali si sarebbero spiegati i programmi dei partiti, poi elezioni, et voilà un nuovo Governo con la piena legittimità democratica.

Però bisognava che i partiti avessero avuto coraggio, non che fossero così paurosi da preferire nascondersi dietro al governo tecnico per non dover pagare il conto elettorale delle misure certamente impopolari che bisognava assumere per far fronte alla crisi. Questo è il punto vero.
Allora qualcosa di anomalo è successo, ma è successo con il consenso dei partiti e del Parlamento.
Il paradosso è quello del nostro titolo, "Ribaltone politico con il consenso dei ribaltati", perchè quello che è sato fatto è un ribaltone sì, ma con il consenso dei ribaltati cioè coloro che avevano vinto le elezioni del 2008.
Profonda differenza rispetto ad esempio agli interventi dell'allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, quando fece un vero ribaltone sciogliendo prima le Camere con il Parlamento che non era d'accordo, e poi quando impose il governo Dini al primo governo Berlusconi che era stato scelto eletto democraticamente dai cittadini.
Quello fu un vero ribaltone imposto senza il consenso dall'allora Presidente della Consiglio.
Invece ciò che ha fatto in questi tempi Napolitano ha il consenso dei ribaltati, nel senso che il Pdl e Berlusconi votano il Governo Monti, cioè accettano la soluzione di Napolitano. Ha senso che questa venga accettata e  votata da quella che era l'opposizione (PD IDV). Ma che i ribaltati stessi, ovvero quelli che hanno perso tutto, Presidenza del Consiglio, Ministeri, potere, accettino questa soluzione di essere appunto  ribaltati minimo è un pò comico. Potremmo definirlo sarcasticamente un "ribaltone democratico"!
Ma tornando a quanto detto sopra, la vera preoccupazione oggi di milioni di cittadini non è tanto per la sospensione della democrazia (tema senz'altro serio ed importante), quanto alla sospensione dei redditi e del tenore di vita. Perchè diciamocelo, finora si è parlato della crisi, abbiamo fatto mille chiacchiere e considerazioni, ma il tenore di vita dei milioni di italiani a stipendio pubblico o privato non è mutato finora di molto. Ok, sono stati persi posti di lavoro, ma per milioni e milioni di persone si vive esattamente come prima. C'è finora solo la prospettiva (che momentaneamente rimane tale) di tornare a pagare l'Ici, di dover pagare un pò più tasse, di dover andare in pensione un pò più tardi, ma tutte cose delle quali si è solo parlato. Dobbiamo ancora viverle e provarle sulla nostra pelle. Questi sono i pericolo e i timori reali.
Credo che capiremo qualcosa di molto più concreto dopo Natale, passate le feste, solo allora capiremo meglio se e quanto pesante sarà la sospensione dei nostri redditi e di conseguenza del nostro tenore di vita. Questo è il punto vero, speriamo che non sarà troppo drammatico...

Nessun commento:

Posta un commento